giovedì, 04 settembre 2008
... e poi si ritorna alla vita di sempre; vacanze finite, fisico riposato come dopo un incontro di boxe, mente ancora più stanca di prima, essendo stata occupata a combattere contro le potenti ondate dell'uragano della logica.
Appena arrivato a Milano, ho chiamato l'ufficio per sapere come erano andate le cose in mia assenza.
C.d'O (ndr. Culetto d'Oro, il collega stra-citato per le doti da cui il soprannome): "Sì, tutto più o meno normale! ti aspettiamo domani! Ah, tieni conto che si entra e si esce dalla finestra!"
P.: O____O

Qualcuno dei miei più fedeli lettori forse ricorderà che un po' di tempo fa, avevo parlato dei lavori che si stavano svolgendo davanti alla porta del mio ufficio, tali da riprodurre un'immagine simile a quella che mi sarei ritrovato davanti, qualche settimana più tardi, a Ground Zero.
A quanto sembra, nel frattempo, i lavori davanti alla porta sono stati quasi ultimati; per concludere è stato passato uno strato di "vernice" plastica (tipo pavimento di palestra) e tale vernice risultava ancora bagnata, per cui si è resa necessaria questa operazione di volo attraverso la finestra, essendoci preclusa la facoltà di passare attraverso i muri.
Entrando in ufficio (al mattino, mi è stato concesso l'ingresso a mezzo porta), mi sono ritrovato davanti questa scena:

Al di là della finestra, un'altra scaletta, che veniva alternatamente spostata in corrispondenza dei due uffici serviti; nel caso in cui, dovendo uscire, non la trovassimo oltre il davanzale (perchè disposta sotto l'altro ufficio), ci si calava a terra con le cautele del caso (ndr. il mio capo è rovinato al suolo miseramente).
I bagni erano interdetti, con la conseguenza che, al bisogno si doveva attraversare il varco e andare a scaricare le olive, nei prati circostanti.
Unico benefit: C.d'O. andava spessissimo avanti e indietro, mettendo in chiara evidenza ciò che riempie così splendidamente i suoi jeans, tirati allo stremo dalla gioia dello scavalcamento... in tali occasioni, ruotavo la mia sedia e in adorazione dicevo: "sono molto preoccupato... prima o poi, mi precipiterai addosso!"

Ora, anche questa avventura è finita... si torna alla routine di sempre, si entra e si esce dalle porte, si piscia nei cessi e... si bestemmia ovunque!
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domenica, 31 agosto 2008
Cosa si può raccontare di un viaggio? e come si può raccontare un viaggio?
Mi piacerebbe poter trascinare su questo foglio, quei minuscoli frammenti di immagini che il bibliotecario prigioniero della mia mente, è così abile ad archiviare e a far ricomparire nei momenti più impensati. Non parlo di quelle immagini che sono state immortalate dalla mia macchina fotografica e che ritornano ciclicamente sotto gli occhi, ma parlo di quei microscopici ricordi quasi indefiniti, ma che spesso ti colgono violentemente e ti fanno rivivere un tramonto in Cappadocia, piuttosto che una strada in salita a Montreal, la nebbia della California o una canzone degli Everything but the girl ascoltata per le strade di Berlino, un aperitivo bevuto ad Ortigia o un bagno purificatore fatto sulle rive del Gange.
Quest'ultimo viaggio è stato alla scoperta di luoghi splendidi, non v'era dubbio; New York sembra di averla sempre conosciuta eppure riesce a sorprenderti; Turks & Caicos ha il mare più bello che io ricordi di aver visto e, temo che molti truzzi se ne siano già accorti (non ultime, le signore Venier e Brilli che, pare si aggirassero da quelle parti); Miami Beach è una città squallidissima e posso dire, senza tema di smentita che m'ha fatto cagare (in tutti i sensi).
E quindi quali immagini potrei idealmente pubblicare? Inizierei da Soho, il nostro paese dei campanelli, regno del vintage, dei negozi Ina e di Dean e De Luca, poi le atmosfere del Meatpacking District e i ristoranti di Chelsea, il nostro Starbucks sulla 2°Av. all'angolo con la 52°st., gli infiniti taxi presi, i locali abilmente suggeriti dalla gente di Calvin Klein, il barbiere del Village e i negozi di Marc Jacobs, il delirio di Times Square e la fuga da ogni meta beceramente turistica, l'omelette più indigesta del mondo e i fillet mignon più squisiti, il picnic a Brooklyn e le cene con i parenti d'oltreoceano, le nostre documentate insonnie e le miei ipocondrie, la regina dello shopping alla salvezza di un paese in crisi...

e poi le nuvole sull'oceano, un tramonto sul mare che ti spreme l'anima, mentre il cuore è già in valigia verso il futuro prossimo, perchè nella mia vita non c'è una dimensione che si chiama "durante"... e poi, sulla spiaggia, dall'ipod, una canzone mai sentita di Amanda Lear, le lunghe camminate sotto un sole feroce, andare in bicicletta in autostrada e contromano, le aragoste per cena e qualche sporadico temporale... e poi l'inferno climatico di Miami (reduce da una sventagliata di uno dei vari uragani), in contrasto con le tramontane dell'albergo, il mio intestino sensibile e un uomo che, sospeso a due fili, ci lava i vetri nella stanza al 17° piano... e poi i pensieri, gli sms, i ricordi e i legami che non risentono del fuso orario, e poi, e poi, e poi...

Io lo so e qui lo metto per iscritto: io morirò di ipocondria!

In mezzo a una citta' che russa
una citta' parcheggio
tra facce sconosciute
noi camminiamo ci fermiamo
senza accorgerci arriviamo
al centro esatto della musica...
Ed é una musica che colpisce
questa musica ti guarisce
ti riportera' lontano
per ricominciare il volo
ma io sto qui e rimango solo
con una luce che svanisce
il cuore a pezzi e i suoi pezzi
nella mano
povero cuore
povero e mio
come vorrei provarci anch'io
a volare
salire sempre piu su
volare dentro un angolo
cambiarmi in fretta l'abito
ed imparare
a non avere tristezza
a non saper dove andare
a salutare e non tornare piu'
Volare come un'elica di una aeroplano
Poi passare sull'America che
da qui e' cosi' lontano
conservare un po' di forza
un po' di fiato
per volare nella musica
che ancora nessuno ha mai suonato (Al centro della musica - Ron)

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giovedì, 28 agosto 2008

- Pronto?!
- Ciao mamma, sono io!!!
- Quando torni?
- ... ehm... vedi mamma, mi sa che non torno...
- Cosa?!?!?!?!?!??!
- Sai, sono ad Harlem e mi sono ambientato molto bene... ho comprato vestiti nuovi e ho cambiato taglio di capelli... mi trovo così bene qua, ora mi devo comprare qualche gioiello da mettere al collo, ma per il resto, sembro uno del posto!
- Ma ti sei fatto qualche acido?!?!?
- Ma no mamma, ma che acido?! lo sai come si dice: "once you try black, you never go back!"

Il sole rosso diventò, a poco a poco tramontò
tu mi giurasti tornerò, ma non sei tornato più
di colpo il cielo venne blu, la luna allora si affacciò
mi domandò dov'eri tu, e le risposi "non lo so"
forse tu vivi ancora nel ricordo
ciò che fu non potrà riviver più...
(Il tramonto - Ricky Gianco & Ornella Vanoni)

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categoria:paciughi, fanta-delirio, coma farmacologico, agenda della stagista
mercoledì, 06 agosto 2008

A parlare, in questi giorni, è lo straccio di me.
Reduce da un luglio infernale a livello lavorativo e con la salute psico-fisica in vacanza anticipata, mi ritrovo oggi ad assistere, con un ritmo leggermente più sopito, alla caduta dei fogli dal calendario, nell'attesa del giorno, ormai vicino, in cui partirò per le vacanze.
Vorrei (ma non posso) scrivere un post di quelli belli... mi correggo: vorrei scrivere un post di quelli che piacciono a me, di quelli che si trovano spulciando tra la polvere di queste pagine, quando nessuno passava di qua e io versavo a fiumi, le parole che mi ruggivano in testa; vorrei scrivere qualcosa che lasciasse un piccolo segno nella mia memoria, come una piccolissima goccia di gelato al cioccolato fondente, scivolata sulla mia candida maglietta in una bollente domenica di luglio un po' speciale... vorrei (ma non posso)...
L'anno scorso fu l'India a fare da spartiacque nei capitoli della mia vita; per diversi dettagli, che non starò ad elencare, l'India è diventata il capro espiatorio di una storia finita e il sapore di un ricordo dimenticato sul banco degli imputati, in spasmodica attesa dei responsi delle indagini dei Ris, in agonizzante attesa di giudizio (ma i magistrati italiani, si sa, sono politicizzati), nel limbo tra l'azzurro e il blu cobalto.
Quest'anno, per una scelta di quasi scontata coerenza, si va in America, dove la stessa spiritualità trabocca dai tombini della metropolitana.
... e nel mezzo un anno fatto di tanti alti e tanti, tantissimi abissi, in cui ho imparato a stare in apnea, a maneggiare corpi estranei e a massaggiarmi, sul cuore, la boule dell'amicizia.
Nella mia ingenua mente bacata, mi piace pensare che, con questo viaggio, si concluderà un ciclo (sfortunato?) e che potrò finalmente trovare un posto dove archiviare macerie di pensieri e ossa della nonna.
Nella valigia, a cui dedicherò l'angoscia dell'ultimissimo momento, troverà sicuramente spazio, un sogno grande come un granello di sabbia; se riesco lo spargerò al vento, nella spiaggia bianca dei Caraibi, perchè possa congiungersi con un destino più consono o, nella peggiore delle ipotesi, se il granello dovesse resistere alle alte temperature e alla lontananza, lo voglio immaginare mentre diventa grande come una bolla di sapone, colorata e trasparente, fragile e leggera, come solo i sogni più belli sanno essere.
mercoledì, 30 luglio 2008

Il mio cellulare giace comunemente sulla scrivania, muto ed immoto per intere giornate, dimenticato da cristiani ed infedeli.
Quando vengo risvegliato da quel piacevole vibrare, che mi segnala l'arrivo di un messaggio, inizio a tremolare a mia volta nella bramosia di scoprire chi si è ricordato dalla mia esistenza; salvo rari casi, di me si ricorda solo la 3 (il mio gestore di telefonia mobile).
Sms di vario genere: 3 informa, 3 assiste, 3 ti dà i numeri del lotto, 3 ti manda in vacanza, 3 ti insegna a cucinare la torta pasqualina,  3 ti smandrappa l'uccello, 3 ti aiuta a trovare il camoscio d'oro nella tua città, 3 si fa in 3 per te, 3 ti prosciuga il credito... il più drammatico è sempre questo: 3 le comunica che il suo credito sta per finire, la invitiamo ad effettuare una ricarica!
La mia reazione è sempre una sola: Elimina!
Oggi non ho potuto fare a meno di leggere queste magiche parole:
"L'estate è la stagione dei nuovi amori, ma sei sicuro che sia vero amore?
Per saperlo, invia un sms al numero 48XXX con il tuo nome e quello del tuo nuovo amore;  così potrai scoprire se è vero amore!"

Al che, non ho saputo resistere e ho scritto: PACIUGO e RELATIVA MANO DESTRA! Invia
Secondo me, rispolvereremo le glorie dei classici del cinema romantico!
postato da: paciugo alle ore 22:10 | Permalink | commenti (18)
categoria:vacanze, telefonia, brivido divino, far-west, agenda della stagista